Squilla il telefono.
«Sono io!»
Telefona sempre nei momenti peggiori. Questa volta la situazione è disperatissima: i bagagli non sono pronti, il taxi è sotto casa che aspetta. Il treno, purtroppo, non aspetterà.
«Mamma, devo ancora far la valigia!»
Obiezione inutile, eppure ci casco sempre. Ogni rimostranza peggiora la situazione.
«Sì, ho capito, non hai mai tempo per me, ma se ti telefona qualche smorfiosa... Comunque questa volta mi devi stare a sentire, è una faccenda importante...»
Un torrente in piena rompe gli argini. In effetti il problema è della massima urgenza: tra un mese la mamma partirà per le vacanze. Un mese è il minimo anticipo per compilare un elenco dettagliato delle masserizie da portare in montagna.
«Alla zia Nilde che regalo le porto? Non posso andare sempre da lei a mani vuote! Ho dato un’occhiata in giro: che ne dici di quel campioncino di profumo che ti hanno dato in omaggio O è meglio l’agenda che ti ha regalato la banca? È quasi nuova, basta che cancelli i primi giorni, tanto li ho scritti a matita. Il profumo forse ha più valore, ma può venir buono in un’altra occasione. Forse per l’agenda è un po’ tardi, ormai siamo alla fine di giugno. Comunque restano sei mesi buoni...»