Con gli anni, la mamma ha accumulato ogni sorta di cianfrusaglia, fedele al concetto che «tutto può tornar buono». Ormai vive nel caos più totale. I cassetti sono stipati all’inverosimile e i tavoli barcollano sotto imponenti stratificazioni. Quello che usa nella vita di tutti i giorni (penne, agenda, rubrica, giornali) sta ammassato sopra una sedia.
Un giorno decidi che non ne puoi più. Con occhio spietato e mente inflessibile fai razzia di ogni ciarpame e chincaglieria. Poi accatasti tutto dentro gli scatoloni che ti sei portato allo scopo, sordo e insensibile ai suoi gemiti, sospiri e andirivieni disperatissimi. Quando hai finito te ne vai, lasciando una mamma affranta tra le rovine di una casa ordinata.
Sulla soglia ti sei lasciato impietosire e hai messo gli scatoloni in cantina, assecondandola nel suo «non si sa mai». Errore gravissimo. Giorno dopo giorno, un pezzo alla volta, in pochi mesi ogni cianfrusaglia sarà tornata dov’era.