Barbara e Stefania (p. 28)

Sono al telefono con Barbara, quando suona la seconda linea. È Stefania. Mi viene voglia di tentare un esperimento di comunicazione di massa. Parlare con tutt’e due insieme, senza che loro lo sappiano! Un esercizio propedeutico alla realizzazione dell’harem telematico, ambito traguardo dell’uomo moderno.

Una cornetta a destra e una a sinistra, organizzo la telefonata stereo. Tolgo l’attesa dalla prima linea, quella di Barbara. Ora sono in onda con tutte e due.

«Eccomi qua. Sai che ti ho pensato, stamattina, appena ho messo giù i piedi dal letto? Avevo fatto uno strano sogno. Dovevo cercare la mia donna dei sogni. In effetti, questa vita da pseudosultano non regge. Ma la coppia, lo sai, mi fa paura. Forse dovrei farmi frate. Che ne dici? Il monastero è il mio ambiente naturale. Il problema sarebbe la compagnia... Con tutti
quegli uomini... Pensi che mi accetterebbero in un convento di suore?»

Due «vaffanculo!» m’arrivano in simultanea da entrambi i telefoni. Effetto stereo ineccepibile: l’esperimento è tecnicamente riuscito.

Tratto da Della donna non si butta via niente.
Leggi altri brani o scarica l'intero libro.