Amici sinceri (p. 72)

Telefona Carlo. Era un pezzo che non lo sentivo. Mi deve aggiornare sulle sue recenti conquiste. Sentiamo che dice. «Mi sono visto con Maria Cristina: è venuta a trovarmi a
Milano!»

«Perbacco! Servizio a domicilio! Tutto bene?» (Un filino di gelosia – ammetto – ce l’ho.)

«Altroché! Gran scopatrice!»

«Boh!» faccio io. «Non l’avrei mai detto!»

Poi ci rifletto. I conti non tornano. Maria Cristina è stramba finché si vuole, ma una «gran scopatrice» mi pare impossibile! È un secolo che ci provo, e lei mi manda in bianco regolarmente. Ho il sospetto che Carlo mi conti una balla. Comunque, indagherò.

--

«Maria Cristina, confessa: tra te e Carlo c’è sesso a pacchi!» «Ma va’, taci! Che non gli tira nemmeno!»

«Ma cosa mi dici!»

Confesso che la cosa non mi fa il dispiacere che mi dovrebbe, trattandosi di un amico. Ma lei rincara la dose:

«Zero su zero! Anestesia, paralisi, paraplegia!»

Hai capito, il millantatore!? Altro che «gran scopatrice» - mi ringalluzzisco. La prima volta che Carlo telefona, lo castigo per bene. Visto che siamo in clima di balle, voglio anch’io dire la mia. Ma perché attendere? Lo chiamo subito.

--

«Ciao Carlo. Devo farti una confessione. Non te l’ho mai detto prima, per una forma di riguardo verso Maria Cristina, ma ho pensato che non è giusto, tra amici, tenere segreti. Insomma: devi sapere che ho avuto anch’io una relazione con lei...»

«Lo sapevo da un pezzo... non te ne ho mai fatto parola, perché sai... non volevo metterti in imbarazzo. Ma che vuoi che sia, una scemenzuola sul tuo conto... cose da nulla... naturalmente non ci ho mica creduto...»

«Quali scemenzuole?»

«Figurati! Cazzate. Se dai retta alle donne... a sentir lei, avresti fatto cilecca! Insomma: sostiene che non ti si drizza proprio il pisello!»

Tratto da Della donna non si butta via niente.
Leggi altri brani o scarica l'intero libro.