Dio è grande (p. 47)

Le religioni si somigliano tutte.
Sono i preti che sono diversi.

La prima cosa che fa un Dio è sbarazzarsi della concorrenza. Roghi, graticole, inquisizioni... No, Dio è buono, sono i suoi con cessionari che lasciano a desiderare. Sempre appollaiati dove ci sono disgrazie. Spacciatori di divinità. Accessori delle calamità naturali.

Prosperi, nelle carestie. Sparuti, a Beverly Hills.

Pronti a ricevere gli oboli, ma incapaci di fare miracoli: dal Padreterno, dunque, avrebbero avuto la rappresentanza commerciale, ma non il mandato taumaturgico.

Dio è grande. Modesto il suo habitat. No, Dio è ovunque. Ma, a seconda del posto, ognuno se lo vede diverso. I mistici gli danno persino del tu. In Oriente vedono Krishna, in Nord America il Bufalo Bianco, in Occidente c’è Belzebù. Al Crazy Horse lo vedono in tanga. Ogni mistico ha le visioni che attende.

Gridiamo al miracolo quando un medium fa levitare il tavolino o parla con voci dell’aldilà. No, gridiamo all’imbroglio. Sono prodigi inusitati, che irritano la coscienza scientifica. Mica banalità di tutti i giorni, come una donna che mette al mondo un bambino. A proposito, siamo sicuri che la maternità non sia un fatto paranormale?

Un noto conduttore televisivo, attento smascheratore di frodi miracolose, ha scritto un libro sul parto. Si sarà prefisso di smascherarlo?

Al suo fine intelletto non può essere sfuggito che la vita è tutta un miracolo e quindi, in definitiva, una truffa. E non è l’unica frode: ci sono il pensiero, la coscienza, la fede. Quanti imbrogli da smascherare, se ci fosse più spazio in tv.

Cerchiamo gli spiriti. Dietro un medium, sotto un tavolino. Cerchiamo lo Spirito nel castello infestato. Sarebbe banale cercarlo in un uomo. Sarebbe beffardo cercarlo in parrocchia, nel nostro vicino di inginocchiatoio. Quando la messa finisce e ci dà di gomito per uscire per primo.

Tratto da Salire al Cielo fermando le donne in ascensore.
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