Prove di commiato (p. 112)

Ecco, per questo ogni estate dovresti andare un po’ in campagna: per tenerti pronto a una prossima, inevitabile semplificazione. Da vecchio andrai forse a ritirarti lì. Tra gente semplice, schietta, riscoprirai le origini, come chi cerca nuovamente la stazione di partenza per salire sul treno del ritorno.

Lì, nella quiete, avrai nel cuore un rimpianto solo: ti mancheranno i filibustieri creativi. Quelli che perdi quando non hai più nulla da farti portar via. Peccato, perché ti insaporiscono la vita, confezionandoti chimere su misura.

Ti mancheranno gli spacciatori di illusioni, quelli che campano sopra i nostri sogni. Perché vorrà dire che hai trovato il disincanto. Ti mancherà il fragore delle imprese assurde, che animano la nostra giovinezza, e i turbamenti procurati da uno sguardo, su cui ricamarci su tutta la notte.

Ma avrai il sole, a consolarti ogni mattina, o la pioggia a fartelo rimpiangere. Avrai, ad affumicarti gli occhi, i ricordi delle donne che ti hanno un tempo acceso e degli amici con i quali hai riso. E i soldi in banca che ti sei racimolato. Poi, avrai il vento, che spazzerà via ogni cosa.

Tratto da Salire al Cielo fermando le donne in ascensore.
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