Strane gare

Non aveva capito che si trattava di uno scherzo di amici. E si era preparato diligentemente alla gara interregionale di scoregge, organizzata dal “Peto Club” di Rocca Bronza, con un pranzetto propedeutico alle flatulenze: fagioli in brodetto di rafani, beccaccia frollata allo scalogno, gelato alla cipolla e gorgonzola fradicio di fossa.

Una bomba. Salito sul palco a pancia tesa, si rese conto della beffa: era finito in un concorso per culturisti organizzato da una multinazionale di integratori dopanti. I concorrenti schierati erano tutti rigonfi quanto lui, ma in regioni del corpo differenti. A vederlo allineato, in quella serie di pettorali e bicipiti gonfiati, con quel suo turgore sotto la cintura, pareva un culturista capovolto.

Era una di quelle gare truccate dove ti guadagni la vittoria in base ai punti accumulati con le confezioni di anabolizzanti.

Vedendo la giuria corrotta che lo fissava con dispregio, il nostro atleta fu preso dal panico e allentò le briglie ai suoi sfinteri compressi. Fu una scoreggia atomica che risuonò nelle valli terrificando gli animali di tre distretti comunali. Ma il boato fu nulla, rispetto alla puzza.

Appena i miasmi si diffusero sul palco, i concorrenti si afflosciarono sulle ginocchia come palloncini forati, la giuria franò tramortita sulle autorità sedute in prima fila. Solo il sindaco, che aveva il raffreddore, era rimasto lucido abbastanza da appuntargli sul petto la medaglia di primo assoluto, e fuggire via a gambe levate, prima che quello sferrasse la seconda scoreggia, così mefitica da defogliare le magnolie dei giardini pubblici e decimare i suoi
elettori.

Una scoreggia talmente pestilenziale che, l’avesse mai fatta Saddam Hussein, gli ispettori dell’ONU l’avrebbero di certo classificata come gas nervino.

Tratto da Salire al Cielo fermando le donne in ascensore.
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