Buon compleanno (p. 161)

Un buon metodo per spegnere un cinico
sarebbe di accendere un illuso.

C’è una buona notizia per te. La vita si è allungata: ora ti spettano cinquant’anni di gloria e cinquanta di umiliazioni. Potrai dunque, in perfetta lucidità, assistere al fallimento delle tue giunture, alla diserzione dei tuoi capelli, all’affiorare sul volto di una faccia che non ti appartiene e disconosci: la faccia da zio. Ma non è ancora finita, ti attende l’ultimo effetto speciale: la trasmutazione nell’uomo invisibile.

Cammini sotto i portici, cerchi uno sguardo femminile e vedi solo occhi spenti. Sorridi, ma non ti rispondono. Semplicemente, le donne non ti vedono più. Ti schivano, per non urtarti, come guidate da un radar, come se avvertissero non tanto la tua presenza, ma piuttosto il tuo ingombro. Ti scansano e passano.

La terza età rende invisibili. Ti volti per vedere se l’ombra, almeno quella, ce l’hai ancora. Sei diventato un oggetto di servizio, utilitario, qualcosa che può servire ad annaffiare i fiori quando i vicini vanno al mare.

Il tuo problema, ora che non sei più in grado di sedurre, è continuare a sopravvivere. Chiami a raccolta le tue risorse residue: disperazione, intelligenza, pazzia. In un crescendo senza leggi o confini, ci metti dentro tutto il cinismo e il denaro accumulati. Ci metti dentro la tua rabbia, per un gran finale. Non pensare all’etica. Sei autorizzato dalla situazione. Devi solamente riparametrare la tua strategia vitale alla tua morte estetica. Magari, datti alla politica.

Tratto da Salire al Cielo fermando le donne in ascensore.
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