Non sapevo che scusa inventare per attirare Carlotta nella mia tana, così le ho raccontato che volevo inaugurare la mia nuova cucina con una ragazza all’altezza dei miei bignè al gianduia e vaniglia.
Questa scusa della «casa da inaugurare» è un mio vecchio trucco. Funziona sempre. Tengo la cucina pulita perché conservi nel tempo l’aria di nuovo. Ho da parte un barattolo di tinta che apro quando occorre per profumare di vernice fresca l’ambiente.
Confesso che con gli anni ho acquisito un discreto fair play con le donne. Purtroppo non ho la faccia di uno «che non deve chiedere mai», ma in compenso ho imparato a essere uno «che sa chiedere come si deve»...
Scalo velocissimo la sua personalità. Come un bambino che rompe i giocattoli, per guardarci dentro e smontarne il castello di seduzione. Purtroppo però:
Le donne sono senza ingranaggi,
sono più sottili e pericolose.
Finché non le ho capite bene, le osservo. Una donna è per me come un libro di studio. Leggo e rileggo quelle pagine, così complesse. Non mi accontento, come molti fanno, di accarezzare semplicemente la rilegatura. Finito un libro, non vedo l’ora di leggerne un altro.
Insomma, sono un vero bibliofilo. Altro che puttaniere! Carlotta è una conquista quasi impossibile, sul piano teorico. Ha un carattere assolutamente incompatibile al mio. Ed è proprio per questo che mi seduce l’idea di sedurla. Grazie a dio, è molto sveglia. Questo semplifica parecchio le cose.
Contrariamente all’opinione diffusa,
le donne più difficili da conquistare
sono le stupide:
quelle non le smuovi con niente.
La donna intelligente, invece,
mette la sua fantasia
al servizio del seduttore.
Carlotta è arrivata con un mazzo di fiori. Io ho pronta in frigo una bottiglia di spumante. Sul fondo del tappo ci scriveremo la data di oggi prima di lanciarlo dalla finestra, fuori, nel buio della notte: un modo per dire che un nuovo giorno memorabile è stato stappato.
Mi sento i brividi di un’ansiosa felicità, come se stessi per rubare qualcosa. Per un attimo mi scappa da ridere, pensando che i tetti del palazzo di fronte, che è un po’ più basso, dovranno essere pieni di tappi a futura memoria.