Il terzo della classe (p. 41)

La posizione di terzo mi accompagna fin da piccolo. A dir la verità, mi son convinto che essere terzi sia la scelta più saggia.

A essere il «secondo della classe» ti viene il sospetto di gareggiare per il primo posto e di avere davanti qualcuno più bravo di te.

Ma anche ad essere il primo, c’è il suo inconveniente: ti potrebbe venire il sospetto di essere finito nella classe sbagliata.

Anche nel modo di ragionare ho sempre cercato una terza via. Ne è venuta fuori una strana modalità di pensiero obliquo, che mia madre definisce «pensare di traverso».

Fra ubbidienza e trasgressione, ho scelto la simpatia, per fare a modo mio. La chiamo «rock ragionevole». Mia madre mi taccia di marpione.

La mia teoria trova applicazione perfino nel modo di prendere le decisioni. In pratica, rifiuto il dilemma: chi è indeciso tra due soluzioni inconciliabili, manca di fantasia. La terza soluzione è quella giusta.

Ma è soprattutto nella coppia, che la posizione del «terzo» è da preferirsi. Naturalmente, chi a scuola era il «terzo della classe» nella vita si troverà perfettamente a suo agio nei panni di «terzo della coppia».