Fra le tante molestie necessarie perché la vita continui, la mamma è la numero uno: l’esistenza non è concepibile senza di lei. È capace di amarti con una tale abnegazione da farti rimpiangere le carenze affettive.La mamma è una presenza talmente ingombrante nella vita di un uomo che io ho sentito il bisogno di dedicare un libro all’argomento.
L’idea di scrivere “Manuale per difendersi dalla mamma” è nata in automobile, durante una telefonata con mia madre. Parlavo dal mio modernissimo e costoso radiotelefono, l’unico oggetto di lusso del cui acquisto lei non si sia lagnata. Si suppone che il telefono in macchina occorra a un manager superimpegnato in telefonate d’affari. Meglio tener segreto che serve soprattutto per le chiamate di mamma.
Proviamo allora a sintetizzare le caratteristiche salienti di questa inquietante presenza famigliare.
Nella vita quotidiana la mamma si presenta come il prodotto di sofisticate biotecnologie: è l’elettrodomestico totale. Osservala, piazzata sulle pattine, mentre ingloba lo sporco, lucida le mattonelle, redarguisce e si lagna. Il tutto in preda ad una parossistica multiprogrammazione.
Tra una raccomandazione e un rammendo, un soffritto e un sospiro, trafelata e pulsante, è l’unità operativa fondamentale della gran fabbrica dell’umanità.. Un aggregato biochimico con una grande missione: affidare al mondo futuro i suoi cromosomi opportunamente integrati con quelli dell’uomo da lei prescelto. Frutto di un esperimento di ingegneria genetica, tu sei la realizzazione imperfetta di un sogno perfetto.
E proprio per colpa della tua imperfezione la mamma si vede obbligata a ripetere ossessivamente una serie di raccomandazioni e rimproveri che ti servano d’aiuto. Solo che se procediamo nell’inventario delle solfe che la mamma ci propina ogni giorno notiamo un attaccamento morboso alla vita nei suoi aspetti terreni. Stupisce insomma, nel nostro «angelo del focolare», la refrattarietà ai grandi temi spirituali. Tra i suoi argomenti preferiti troviamo “Vai adagio…”:per le mamme anche il figlio più sedentario viaggia troppo e troppo veloce; «Mangia, mangia!»: l’appetito naturale non basta, esso va incentivato fino alla bulimia; e come tralasciare il famoso «Mi raccomando... » utile ad ogni evenienza.
Però è anche vero che, a furia di invadere le nostre vite, le mamme ci aiutano a capire molte cose. La mia mi ha insegnato la tenacia (nel senso che mi ha insegnato a subirla) e ad amare le donne, anche se con molta cautela. Lo ha sempre detto lei che «sono tutte uguali»: dai loro un dito e quelle si prendono il braccio. E della validità della sua tesi, lei stessa si è proposta come l’esempio più convincente.
Appropriandosi di dito, braccio e tutto il resto, mi ha insegnato che la vita non è altro se non la riconquista della sovranità su se stessi. La personalità, in definitiva, è quella parte dell’anima che riesce a trovare scampo dalla mamma.
Un mio libro: Manuale per difendersi dalla Mamma
