Test

Provi un sordo piacere a ripiegare i sacchetti di plastica e a riporli ordinatamente in un cassetto perché «possono servire»?
La sera, quando depenni dall'agenda gli impegni che hai assolto, provi il piacere perverso di aver fatto «oggi» quello che potevi fare benissimo «domani»?
Intravedi un pericoloso guizzo di felicità nei tuoi occhi osservando allo specchio i denti lavati e i capelli ben pettinati?
Dopo lo studio o il lavoro i tuoi occhi hanno la luce sinistra del bambino che ha «finito i compiti»?
Senti spesso il bisogno di sentirti dire: «Quanto sei bravo»?
Temi che qualcuno ti dica: «Da tè, non me lo sarei mai aspettato»?
Collezioni segretamente, dentro ignobili scatole di cartone, cordicelle, elastici e tappi di sughero, perché «non si sa mai»?
Hai un armadio pieno zeppo di scarpe scalcagnate che non userai più, ma che hanno per tè il delizioso tanfo «dei bei tempi andati»?
Custodisci nel frigo arcane reliquie, alimenti remoti, cadaverini mummificati e altre simili mercanzie?
Quando al cinema fai alzare una fila di persone, per prendere posto, ti vergogni come un ladro nel timore «ziesco» di dare «incomodo»?
Quando inizi un'attività, ti senti in dovere di terminarla a qualunque costo, perché non bisogna «lasciare le cose a metà»?
Ti accorgi che è impossibile farcela con i tuoi mezzi, ma insisti perché ti interessa soprattutto che si dica di tè: «Ha fatto tutto quel che poteva»?Quando ti attende un'incombenza sgradevole, non resisti alla tentazione di sbrigarla subito, perché «prima il dovere, poi il piacere»?

PS
Me lo sento, che hai risposto sempre di sì. La mamma ha colpito, eh? Questo libro ti sarà indispensabile.

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