Cinzia.
Eh sì, tu lo guardavi.
Sono gli unici occhi che hai
- pensavo.
Pensavo al colore del mare.
Pensavo a un mare di guai.
Eh sì, tu gli parlavi.
Ma non saranno state
le stesse parole, vero?
Mica sono le uniche parole che hai
- pensavo.
Sì, pensavo a un dizionario intero:
un intero dizionario di guai.
Eh sì, tu l'ascoltavi.
Dopotutto sono le tue orecchie:
le uniche orecchie che hai.
- pensavo.
Anch'io sono unico:
sono l'unico a sentire
una strana palpitazione
una strana palpitazione di guai.
Poi sono sparito.
E pensavo:
"ma è l'unico modo di sparire che hai?"
Chissà
se si era già ricucito,
mentre scendevo le scale,
quel punto
che avevo lasciato vuoto
nel salone
dove ti ascoltavo,
guardavo, parlavo.
Chissà
se avevi già rammendato
quello strappo nello spazio
che ho lasciato,
invisibile come un profumo.
Un meraviglioso profumo di guai.