Poesie take-away

Profumo di guai

Cinzia.

Eh sì, tu lo guardavi.

Sono gli unici occhi che hai

- pensavo.

Pensavo al colore del mare.

Pensavo a un mare di guai.


Eh sì, tu gli parlavi.

Ma non saranno state

le stesse parole, vero?

Mica sono le uniche parole che hai

- pensavo.

Sì, pensavo a un dizionario intero:

un intero dizionario di guai.


Eh sì, tu l'ascoltavi.

Dopotutto sono le tue orecchie:

le uniche orecchie che hai.

- pensavo.

Anch'io sono unico:

sono l'unico a sentire

una strana palpitazione

una strana palpitazione di guai.


Poi sono sparito.

E pensavo:

"ma è l'unico modo di sparire che hai?"

Chissà

se si era già ricucito,

mentre scendevo le scale,

quel punto

che avevo lasciato vuoto

nel salone

dove ti ascoltavo,

guardavo, parlavo.

Chissà

se avevi già rammendato

quello strappo nello spazio

che ho lasciato,

invisibile come un profumo.

Un meraviglioso profumo di guai.