Se vorrai
ricordarti di me
anche fra molto tempo,
vorrei che tu pensassi
al fruscio che fanno gli alberi
alla sera
quando li pettina il vento.
Alle rondini
che cantano scie invisibili
nel cielo rosa e infinito
del tramonto.
Vorrei che tu pensassi
alle campane del vespro.
Quando coi rintocchi lenti
pizzicano la coscienza
per richiamarti,
dolcemente,
a un arcano risveglio
dal sogno di esistere.